Canale dei Bambini

Viale Cadorna 44 - Firenze
Canale di trasmissione : 44 UHF
Concessionaria pubblicitaria : MF JANOVITZ - Firenze

 

 LA PUBBLICITA'  

 "Non importa il tipo e quantità di retorica associata allo sviluppo della televisione indipendente, resta il fatto tangibile e inevitabile che per funzionare, l’emittente libera ha bisogno di introiti pubblicitari dato che essa non percepiva canoni annuali fissi. Detto ciò è evidente l’importanza assunta dall’agenzia pubblicitaria, il rapporto stazione-agenzia è uno degli aspetti del broadcasting che va curato nei minimi dettagli . Due sono le forme attraverso le quali la pubblicità può essere organizzata:

LA GESTIONE IN PROPRIO

Alcune emittenti avendo un sufficiente e qualificato organico possono permettersi di organizzare un apposito ufficio per tale scopo; con una serie di agenti pubblicitari che setacciano nel bacino di ricezione dell’emittente alla ricerca dei clienti e uno staff per l’ideazione e la realizzazione dello spot pubblicitario. Ovviamente questo sistema pur assicurando alti guadagni e maggior garanzia d’indipendenza per l’emittente, comporta alti costi di gestione soprattutto in fase iniziale.

LA GESTIONE INDIRETTA

Con questo sistema l’emittente si affida invece ad una concessionaria che provvede a raccogliere le richieste di pubblicità e fornisce all’emittente le video cassette con gli spot già realizzati ed un tabulato dove sono indicate le programmazioni delle fasce orarie di trasmissione dei vari spot. All’emittente non resta che assemblare i vari spot come indicato nel tabulato.

La concessionaria stabilisce di anno in anno tramite listino la tariffa dei costi pubblicitari, sulla base degli indici di ascolto della stazione e del bacino d’utenza.

Questo tipo di contratto pur assicurando un certo introito per l’emittente rappresenta solo una parte di ciò che percepisce la concessionaria tant’è che le agenzie pubblicitarie godono sempre di ottima salute a differenza delle stazioni TV.

CANALE DEI BAMBINI, poi TELEREGIONE, optò per quest’ultima soluzione dato che all’epoca non disponeva, ne' di mezzi tecnici adeguati, ne' di personale idoneo per la gestione, affidando alla G.P.E. la pubblicità nazionale, e alla M&F JANOVITZ quella locale. La percentuale degli introiti da pubblicità che rimaneva in possesso al concessionario era del 40% sotto forma di “diritti d’agenzia”.

 IL PASSAGGIO DA CANALE DEI BAMBINI A TELEREGIONE 

                      

 


"Un passaggio obbligato per due ordini di motivi:

1) Il genere di programmi contenuti nel palinsesto che infatti prevedeva corse dei cavalli, tennis, pallanuoto, basket ed altri sport, trasmissioni promozionali di ogni genere etc.

2) La pubblicità che andava in onda, da un attenta analisi non era rivolta ad un target di bambini, infatti nelle fasce pubblicitarie erano reclamizzate pellicce, automobili, elettrodomestici, finanziarie, centri tricologici, mobili etc., insomma tutti generi che avevano poco a che fare con il pubblico giovanile che seguiva l’emittente. Questa mancanza di sintonia tra programmazione e target pubblicitario era anche dovuta al fatto che noi facevamo parte di una catena di emittenti legate alla stessa concessionaria di pubblicità e poco importavano a Janovitz i nostri targets, anzi Mauro Montagni tranquillamente affermava che la concessionaria non ebbe l’apertura mentale per cogliere un’importante business per quel che riguarda il mondo giovanile e la relativa offerta di prodotti commerciali.

In base a questo venne il momento di dover necessariamente cambiare il marchio della stazione. In un primo momento si aggiunse alla denominazione Canale dei Bambini “e dello Sport” dal fatto che la maggior parte della programmazione dell’emittente era appartenente a questo genere, poi successivamente a distanza di pochi mesi, si pensò di valutare l’opportunità di cambiare radicalmente il nome. Varie furono le proposte che vennero analizzate come quella di Maurizio Montagni di creare un secondo canale televisivo e denominarli con RETE VERDE 1 e RETE VERDE 2, tant’è che fu affidato ad un designer la realizzazione del nuovo logo e di alcuni fondali per le trasmissioni, ma in seguito l’audace idea fu abbandonata poiché avrebbe comportato il raddoppio di attrezzature, frequenze di trasmissione e relativo personale, un operazione molto al di sopra delle disponibilità finanziarie in nostro possesso. 

Accantonata questa ipotesi si tornò a lavorare sul cambio del nome del CANALE DEI BAMBINI e dello SPORT. Era abbastanza difficile trovare un nuovo marchio in quanto dovevamo tenere conto della diffusione a livello regionale del nostro segnale e del fatto che molti nomi erano già utilizzati da altre emittenti. Alla fine la scelta cadde sulla denominazione TELEREGIONE Toscana.

Maurizio Montagni curò personalmente la grafica del nuovo marchio. L’idea piacque molto in quanto il nuovo identificativo riusciva a coniugare la diffusione regionale dei programmi, il tipo di utenza a cui si rivolgeva ed in più era un marchio di prestigio. 

La prima fase era conclusa, ora occorreva studiare un metodo per comunicare all’utenza il cambio del nome e i perché. La nostra preoccupazione era dovuta al fatto che a quell’epoca (il 1980) erano ancora in circolazione gli apparecchi ricevitori televisivi che avevano la sintonia manuale, per cui non si potevano memorizzare le varie emittenti, l’utente le cercava girando la manopola della V banda. Un cambio del nome avrebbe significato, per chi ci seguiva, la nostra scomparsa. Ecco perché fu realizzato uno spot informativo, che andò in onda ripetutamente per tutto il mese di Dicembre, dove il giornalista Vittorio Betti spiegava i motivi del cambiamento del marchio e del rilancio del palinsesto di TELEREGIONE. Il primo Gennaio 1981 il marchio TELEREGIONE apparve per la prima volta sugli schermi televisivi.

Dal punto di vista amministrativo da CANALE DEI BAMBINI S.N.C. si trasformò in Firenze Libera S.p.A., dal nome della prima emittente che Montagni fondò nel 1974 con capitale sociale di 800 milioni interamente investito. In questo modo si dava corso ad una nuova immagine dell’emittente che però conservava intatto l’instancabile spirito di voglia di far televisione e di avventura che ci ha sempre contraddistinto e che ci permise di superare qualsiasi ostacolo, anche economico.

Bisogna innanzitutto premettere che il Canale dei Bambini (poi TELEREGIONE) è sempre stata un emittente che ha inserito nella propria programmazione, ampi spazi alle trasmissioni di propria realizzazione. Perciò quando fu varata la legge del 14 Aprile 1975 (la N°103) che imponeva alle emittenti locali private l’obbligo di riservare il 50% della programmazione totale alla produzione propria di trasmissioni, queste si trovarono in difficoltà, poiché la maggior parte delle emittenti trasmetteva continuamente film, telefilm, documentari e cartoni animati noleggiati presso agenzie di distribuzione. Ovviamente questo tipo di palinsesto risultava poco costoso per l’emittente in quanto praticamente bastava una sola persona che controllasse l’emissione dei programmi. Per contro una trasmissione realizzata in proprio comportava la partecipazione di più tecnici specializzati oltre alla presenza di tutto quel personale necessario alla realizzazione del programma (ideatori, presentatori, vallette, speaker etc.).

Non fu mai presa in considerazione la possibilità di realizzare un telegiornale vero e proprio poiché bisognava in qual caso aumentare notevolmente, sia l’organico, sia le attrezzature cosa che non potevamo certo permetterci, ma comunque nel corso del tempo producemmo, senza aver la pretesa di essere veri e propri notiziari, un’informazione in tempi reale su alcuni gravi accadimenti di cronaca."

continua  >