ITALIA RADIO

Emittente radiofonica privata. Costituita a Roma nel 1988, trasmetteva dalla sede di piazza del Gesù su tutto il territorio nazionale. Voluta da una parte del gruppo dirigente del PCI, in particolare da Walter Veltroni, fu da subito la radio del partito. Il primo direttore fu Giuseppe Caldarola, allora condirettore di "Rinascita", e in seguito direttore de "L'Unità" e senatore DS; vicedirettore dell'emittente era Romeo Ripanti, animatore fino al 1981 di Radio Blue. Le due anime - Caldarola e Ripanti - rappresentavano il mix di giornalismo politico di area PCI e ricerca musicale che caratterizzò la prima Italia Radio. Priva di raccolta pubblicitaria, la radio dipendeva direttamente e completamente dal partito.

Dal Gennaio 1993 la direzione venne assunta da Carmine Fotia. Con la sua gestione entro' in crisi il rapporto di osmosi e dipendenza tra la radio e il partito, anche a causa della piu' generale crisi dell'editoria di area PCI che coinvolse, nel corso degli anni, "L'Ora" di Palermo, "Paese sera" e infine "L'Unità" e condusse il partito alla decisione di dismettere lentamente le attività editoriali. La candidatura di Fotia, avanzata dal "Manifesto" proprio per stimolare una progressiva acquisizione di autonomia da parte della radio, segnò un punto di svolta nella storia dell'emittente, che da quel momento perseguì un orientamento aperto all'interno dello schieramento di centro-sinistra e accentuò le caratteristiche di radio di informazione.

La trasmissione piu' seguita era Filo Diretto, microfono aperto incentrato su temi politici e di attualità, che negli anni di Tangentopoli diventò punto di riferimento, di riflessione e e di sfogo dell'intero popolo di sinistra. La radio non riceveva input dal partito, che da parte sua tollerava a fatica l'autonomia del progetto editoriale. Storico il Filo Diretto seguito all'arresto di Primo Greganti, il "compagno G", con la telefonata di Massimo D'Alema che, in risposta alle chiamate da cui l'emittente era stata subissata, dichiaro' :"Compagni, non abbiamo niente di cui vergognarci". L'altra trasmissione "storica", il cui formato ha fatto scuola, era Vengo dopo il TG, uno spazio di commenti ai telegiornali affidati a vari ospiti. Da questo formato sarebbero nate numerose trasmissioni che utilizzavano i titoli dei TG della sera per commentare i principali fatti di attualita'.

Tra il 1993 e il '94 si consumo' la rottura tra l'emittente e il partito, fino alla decisione di cedere Italia Radio a una cooperativa di giornalisti, capitanati da Fotia, fondata nel 1995 e chiamata "23 maggio". Anche se nel frattempo il partito - divenuto PDS - aveva venduto una parte significativa di frequenze, la radio venne comunque ceduta alla cooperativa, in cambio della rinuncia alle spettanze da parte della redazione (ma non tutti accettarono). Date alcune defezioni, in questa fase la produzione venne realizzata da un gruppo ristretto di persone mentre la gestione fu affidata a Umberto Mosso, che proveniva dalla Lega delle Cooperative.

Nel 1996 Fotia passo' a Telemontecarlo e la direzione fu assunta da Romeo Ripanti. In questa fase entrò nella cooperativa Amato Mattia, allora amministratore delegato de "L'Unità" (poi editore in proprio), che puntava a un progetto di sinergia con il quotidiano, in seguito bloccato a causa della crisi della testata.

Dopo l'abbandono di Mattia per problemi personali (nel frattempo la sede era stata trasferita in Via Tomacelli), nel 1998 l'emittente e' stata acquistata dal gruppo "L'Espresso" per essere poi trasformata nella radio musicale M2O. Italia Radio ha rappresentato l'unico caso di organo di partito sopravvissuto (prima in maniera autonoma, poi in assetto di gruppo) alla fine del rapporto con il partito stesso.

articolo tratto dall'enciclopedia Le Garzantine - Radio - di Peppino Ortoleva e Barbara Scaramucci