Due emittenti studiano un palinsesto per chi viaggia

da "Repubblica" - 01 ottobre 2000 -  Pagina 7 - cronaca locale di Firenze

Riff chitarristici e ritmi swingati tra un capolinea e l'altro. A Firenze nasce una nuova radio e propone all'Ataf di diffondere le proprie trasmissioni sui bus. Si chiama Free Radio, ha sede a Scandicci e trasmette sugli 88.3 fm, frequenza che è appartenuta a Radio One; al timone ci sono Antonio Bruno, ex Latte e Miele, e Steven Rosenfeld, dj americano ormai naturalizzato fiorentino con una solida esperienza di conduzione in stazioni Usa. 

Moltissima musica (rock americano di ieri e di oggi, jazz, blues, scelte da intenditori consumati più che da teenager: una programmazione libera da schemi rigidamente commerciali e molto vicina a quella di Controradio) e, per adesso, zero parole: arriveranno dei notiziari in più lingue, e dell'informazione sportiva. Bruno e Rosenfeld stanno modellando il palinsesto proprio sulla base di una radio che accompagni i viaggi in autobus dei fiorentini ma anche dei turisti. 

L'azienda fiorentina per i trasporti sta valutando la proposta, che, tra l'altro, non è l'unica arrivata sul tavolo del presidente Aldo Frangioni: anche il gruppo Lady Radio/Rdf avrebbe infatti ideato un progetto di «radiobus» avvalendosi della propria esperienza, della presenza forte nell'etere cittadino e dell'ormai consolidato successo di pubblico. 

Non è dato ancora sapere chi la spunterà, e c'è da immaginarsi una concorrenza tutt'altro che pacata tra le due emittenti su una possibilità così appetibile. Frangioni opta per il no comment, aggiungendo solo che «fra i tanti modi di comunicare con i cittadini potrebbe esserci anche quello di una radio: i progetti vanno studiati nei termini più economici possibili». 

Nella sua proposta, tra l'altro, Free Radio ha coinvolto direttamente Imago, la società per azioni collegata all'Ataf e che gestisce la vendita di spazi pubblicitari sugli autobus, sui biglietti, sulle pensiline, sul materiale informativo distribuiti dall'azienda. Enrico Maria Peruzzi, che della Imago è presidente, ammette che «la proposta è interessante e innovativa. Ma ci sono alcuni scogli da superare. Prima di tutto finanziari: gli autobus andrebbero dotati di apposite apparecchiature tecniche per un investimento di circa mezzo miliardo. Inoltre la legge Mammì concede che una società pubblica possa entrare in società con una radio privata, ma senza avere un controllo diretto sulla gestione. La procedura deve quindi essere valutata attentamente e alla luce di una totale trasparenza». (f.p.)