Al via una nuova tv nazionale : Tele 90

IL VIDEO SORRIDE

E' nata una nuova realtà nazionale: si chiama Tele 90, ha sede non nella solita Milano, ma a Firenze ed è di proprietà del gruppo System Color. Un'inaugurazione in grande stile ma un futuro tutto da scoprire. A meno che il segreto non sia nella pay-tv ...

di Mauro Roffi (Millecanali, Luglio-Agosto 1990)

Che cosa ci fanno Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Gigliola Cinquetti, Christian, Tony Santagata, Giucas Casella, Paolo Panelli, Mario Marenco, Giorgio Bracardi, Tito Stagno, Giulia Fossà (accompagnata, come sempre, dal fidanzato Carlo Sartori) e tanti altri piccoli e grandi "divi" della televisione, cinema e teatro riuniti e premiati da Maria Rosaria Omaggio e Orazio Orlando un lunedì sera di inizio giugno al teatro Sistina di Roma ? Non sono lì per ricevere l'ennesimo nuovo riconoscimento per personaggi famosi dello spettacolo, ma nientemeno che in occasione della "serata di gala" organizzata da una nuova emittente televisiva nazionale, Tele 90, caratterizzata dallo slogan "la tv che sorride".

La neonata rete ha fatto le cose in grande e la parata di "star" che si alternano nelle oltre tre ore di spettacolo (ripreso, naturalmente, in diretta tv) è persino sorprendente. Le spese, si intuisce, devono essere state molto elevate, in rapporto alla qualità degli intervenuti, molti dei quali evidentemente hanno accettato di presenziare dietro lauto compenso, visto che sembrano quasi all'oscuro dello scopo della serata e addirittura abbastanza ostili, nelle dichiarazioni rilasciate, al mondo televisivo in genere e alla nascita di una nuova rete nazionale in particolare (temono sopratutto nuovi riflessi negativi per cinema e teatro). Aggiungiamoci che per organizzare la giornata inaugurale Tele 90 si è affidata a una delle più affermate società di pubbliche relazioni milanesi e ha ritenuto opportuno offrire un piccolo soggiorno romano (in uno dei più costosi hotel della Capitale) a un gruppetto di giornalisti specializzati milanesi appositamente trasferiti a Roma.

Partenza "alla grande", dunque, per Tele 90. Ma gli ardori iniziali corrisponderanno buoni risultati anche alla distanza ? E poi, in fin dei conti, che cos'e' questa nuova tv nazionale e chi la promuove ?

Cominciamo, per capirci qualcosa di più, con una riflessione e un'analogia : poco più di due anni fa Rete Mia, la tv toscana di Giorgio Mendella e del gruppo Intermercato, partiva con una festa a bordo della Enrico Costa, ancorata nel porto di Genova, alla presenza di altri illustri ospiti e dopo aver dato vita a un'intensissima campagna pubblicitaria. Nel Giugno 1990 è partita, con ancor maggiore grancassa dal punto di vista dello spettacolo inaugurale e delle personalità convocate per l'occasione (anche se decisamente più in sordina per ciò che riguarda la promozione a livello pubblicitario) Tele 90, un'altra antenna che (come Rete Mia) ha la sua sede principale in Toscana, precisamente a Firenze (vedi foto sotto).

La cosa, naturalmente, non sembra proprio casuale, perchè anche per altri aspetti Tele 90 pare richiamare l'esperienza della rete del gruppo Intermercato. Infatti, anche Tele 90 ha la sua bella trasmissione finanziaria con richiesta di prestiti "stile Primomercato": unica variante, a sostituire Mendella c'e' un'altro "imbonitore", Maurizio Gandolfi, neo-direttore commerciale di Tele 90. Tempo fa egli compariva in tv per parlare di Tele Lupo, piccola tv dell'Appennino reggiano acquisita dalla System Color (società proprietaria anche di Tele 90), che in questa fetta d'Italia ha altresì avviato alcuni interessanti investimenti nel settore turistico-alberghiero.

Ma vediamo di fare un po' d'ordine. A promuovere la nuova rete televisiva nazionale è, come si diceva, la società fiorentina System Color, posseduta nientemeno che da 3mila soci (quelli più importanti sono la famiglia De Caro e la società Capital Program), che è proprietaria del 45% della neonata tv. Il 55% è invece nelle mani di altri soci, sopratutto mediante alcune fiduciarie; fra gli altri, spicca Piero Barbagli, notissimo in Toscana e anche a livello nazionale nel settore dell'alta frequenza: Barbagli è infatti amministratore delegato di Tele 90.

 

NELLA GIUNGLA DEI CANALI

Fedeli al motto "Primo, farsi vedere", i responsabili di Tele 90 hanno deciso di muoversi in fretta nel settore dei canali. Lo stesso Barbagli si occupa in prima persona delle iniziative in questo campo. Se sono evidenti le intenzioni di arrivare entro breve tempo a una vera diffusione nazionale, meno chiari, per ora, sono i modi in cui si agirà. Le operazioni di acquisizione di canali o di acquisto di intere emittenti sono in corso in diverse zone d'Italia e, comprensibilmente, sono ancora coperte da un certo riserbo. Qualcosa si è comunque saputo: se in Toscana e Liguria (in quest'ultima regione mediante i canali del milanese Michele Bargauan di Tele Globo, fino a poco tempo fa utilizzati dal gruppo di Rete Mia) la diffusione è già a livello ottimale, in altre zone Tele 90 sarà visibile solo in futuro, scaduti i contratti stipulati in precedenza da alcune emittenti acquisite con altri circuiti: è il caso, per esempio, dell'Emilia-Romagna (dove è stata associata Antenna 1, con i suoi ottimi canali, già legata a Tivuitalia).

A Milano, mediante una complessa operazione, è stata assicurata la diffusione di Tele 90 sul canale 68 di Tele Jolly, emittente pavese al centro di una complicatissima vicenda di fallimenti (seguita alla chiusura, tempo fa, della rete Pan Tv di Angelo Mascheroni) e finora legata al circuito Supersix di Gianni Ferrauto (che perde così il canale milanese, a conferma di un momento delicato della sua breve vita). A Roma la frequenza è stata fornita dal gruppo radicale di Tele Roma 56, con un altro canale 68 (quello di Tai Mtv).

In conclusione, la diffusione è già buona nelle aree Nielsen 1 e 3, mentre per le altre si sta gradualmente (ma, comunque, velocemente) provvedendo.

Elemento essenziale: Tele 90 intende operare, dovunque sia possibile, su canali posseduti direttamente (la cosa non si verificherà comunque, come abbiamo già accennato, in Emilia-Romagna e in qualche altra zona) e non associando emittenti; è dunque esclusa la formula della syndication, in favore di quella di una rete interamente (o quasi) di proprietà. Ancora una volta, evidente l'analogia con la situazione di Rete Mia.

 

FOTOGRAMMA TRATTO DA UNA TRASMISSIONE COMMERCIALE DI TELE 90 (A DESTRA, MAURIZIO GANDOLFI)


CHE COS'E' LA SYSTEM COLOR

Vediamo meglio ora che cos'e' la System Color. Il gruppo fiorentino, come si diceva, ha 3mila soci ed è nato nel 1978 come società operante nel campo dell'importazione e distribuzione di materiale fotografico ed elettronico. Successivamente ha aperto diversi punti di vendita al dettaglio, anche se quest'ultima attività rappresenta una minima parte del fatturato globale. Nel 1987 ha assunto la configurazione di società per azioni, diversificando le attività ed entrando in altri settori: nel campo turistico-alberghiero, con l'acquisto di un'importante stazione sciistica in localita' Civago, sull'Appennino reggiano (ne accennavamo prima), e con la gestione della prestigiosa Villa Tizzana a Quarrata (Pistoia), e in quello finanziario. Alla tv la System Color è arrivata nel modo più classico, mediante l'acquisto di tutta una serie di spazi pubblicitari, sfociato infine nella diretta gestione di emittenti.

E Tele 90, come si diceva, è l'ultima delle 15 società del gruppo System Color, anche se quest'ultimo possiede la rete televisiva solo parzialmente. La tv è nata per volontà di Giovanni De Caro (vedi foto sotto), che ne è presidente. 

Fra gli altri responsabili, oltre a Barbagli e Gandolfi, ci sono il direttore amministrativo Riccardo Ficai, il direttore responsabile Massimo Polverini (già noto nel campo della stampa e delle tv in Toscana), l'addetto alla programmazione Franco Masoni (con un passato a Canale 3 Siena e anche a Rete 4, versione Mondadori), "l'uomo del palinsesto" Massimo Canino.

A Tele 90 (una Srl) sono collegate una serie di altre società per la gestione tecnica e pubblicitaria. La sede centrale, come già specificato, è a Firenze, in via Michelacci, tel. 055/28.72.59, mentre altre sedi secondarie sono (presso emittenti acquisite o collegate) a Saint Vincent, Milano, Genova, Modena, Jesi, Roma, Trani, Reggio Calabria.

 

UN PALINSESTO TUTTO DA SCOPRIRE

Resterebbe a questo punto da parlare della programmazione, elemento essenziale dell'attività di ogni rete tv. Purtroppo su questo punto le indicazioni ricavate dalla conferenza stampa romana della System Color sono state decisamente piuttosto vaghe. Ne riportiamo alcune, a testimonianza della genericità delle notizie fornite: "Tele 90 si rivolge alla famiglia. La programmazione prevede film, telefilm, telenovela, cartoni, sport, situation comedy e rubriche dedicate agli acquisti". Ci sarà anche (pare) spazio per l'informazione, che - ha promesso Polverini - sarà portata avanti "con il massimo impegno, affrontando problemi sociali e non con la massima schiettezza". Masoni, da parte sua, ha accennato alla possibilità di un'attenzione particolare per la "cronaca minore italiana", per fatti, tradizioni, manifestazioni regionali da portare alla ribalta nazionale.

Insomma, sembra di aver a che fare con una tv commerciale classica che cercherà di accaparrarsi i migliori programmi d'acquisto possibili (operazione, peraltro, decisamente difficile), con una spruzzata di autoproduzioni.

Indicazioni, appunto, piuttosto generiche, che non avrebbero probabilmente soddisfatto i giornalisti convenuti a Roma, se i responsabili di Tele 90 non avessero tirato fuori dalla manica la loro "carta segreta": il gruppo System Color ha importato in esclusiva in Italia un sistema norvegese di codifica dei segnali televisivi, denominato "Kriptovision". Illustrandone le caratteristiche, il responsabile dell'iniziativa, Mario Sussi, ha parlato di un'apparecchiatura d'avanguardia, in grado di codificare qualunque tipo di segnale e perciò potenzialmente sfruttabile da qualsiasi emittente italiana interessata.

Sorge a questo punto il dubbio che Tele 90 possa essere in futuro una vera e propria pay-tv, anche se quest'eventualità per adesso non sembra essere stata presa in considerazione da De Caro e Barbagli. Ma, si ricorderà, quest'ultimo è stato anche coinvolto nella vicenda della fallita pay-tv erotica di Bientina (Pay Tv Italian Network collegata all'emittente Tele Mondo), a dimostrazione di un suo forte interesse per il settore. Sembra del tutto escluso, comunque, che questa volta venga in qualche modo coinvolto il settore porno (ricordiamo, peraltro, che sperimentazioni di pay-tv sono in corso anche presso alcune altre emittenti private italiane).

 

LA COLPA E' DI MAMMI'

In conclusione, nonostante il grande impegno della proprietà e dei dirigenti per illustrare e spiegare, Tele 90, a tutt'oggi, appare ancora una tv dai connotati indefiniti e dalle caratteristiche tutte da scoprire. Certo è che non si tratta di un "bluff": gli impegni di investimento sono cospicui (pare che in questa prima fase siano già stati messi sul tappeto cento miliardi) e l'effettiva copertura nazionale non dovrebbe tardare. Manca invece - ci sembra - un'idea precisa su quale tipo di televisione si andrà a costruire, a meno che - lo ricordiamo ancora - la chiave non sia tutta in un effettivo progetto di pay-tv.

C'era comunque fretta di partire e proprio questo ha determinato una presentazione cosi' anticipata. In un momento in cui, per esempio, non era stata ancora conclusa la fase dell'acquisizione di frequenze e emittenti. La premura deriva da una semplice ragione: la legge radio-tv incombe e non si può rischiare in questa fase di rimanere esclusi dal prossimo computo delle tv nazionali private, con tutto ciò che ne consegue.

 

La copertina del listino pubblicitario di Tele 90. Oltre agli spot, è prevedibile che su Tele 90 vengano trasmessi programmi di vendite, nonchè le "rubriche finanziarie" della System Color.

Cartina esemplificativa sulla copertura del segnale di Tele 90 in Italia

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Dal sito " Palinsesti Storici "

La tv nasce a Firenze per opera della System Color di Giovanni De Caro nell'agosto 1990, con una diffusione nazionale, e crolla l'anno successivo dopo delle ispezioni della Guardia di Finanza. Tele 90 va in fallimento e viene rilevata dalla Alifin Comunicazioni di Ivo Calcagni, ma nonostante gli sforzi dei nuovi proprietari non ottiene la concessione governativa nell'agosto 1992. Ma c'erano dei ricorsi in atto, e dopo pochi giorni un T.A.R. autorizza Retemia e Tele 90 a riprendere le trasmissioni; la Alifin però esce di scena. A gestire Retemia e Tele 90, entrambe nelle mani di un curatore fallimentare, è ora la Profit di Milano . Dopo un pronunciamento negativo del Consiglio di Stato, il curatore fallimentare di Tele 90 decide di gettare la spugna: anche se la tv di Firenze era tornata all'attivo di bilancio (così come Retemia), chiude i battenti nell'autunno 1992

 

QUATTRO SCATTI FOTOGRAFICI DI TELE90 - IL PRIMO LOGO A SINISTRA E' QUELLO DI ESORDIO DI FINE ANNO 1989

Ringraziamo l'amico Andrea Lombardo per averci fornito i sottostanti screenshots