Nome : Alessandro
Cognome : Masti
Nato a: Galluzzo Firenze il 24 febbraio 1959
Elenco emittenti a cui ha collaborato in ordine cronologico : Radio Galluzzo, Radio Libera Firenze, Radio Time, Lady Radio, RTL 102.5, Radio Toscana

Articolo tratto dal sito “Toscana Oggi“
Intervista di Lorella Pellis
«O signora, la venga via, la un si lamenti, la pensi a me, vero, che son pieno di dolori». Parola di’ Masti, lo speaker di Radio Toscana che ogni giorno passa le ore a discorrere «di’ più e di’ meno» via etere con la gente. Trasmette simpatia, i’ Masti, con «a carico» una moglie «borbottina» e «un cane che dorme ni’ mezzo», che sogna di «non avere più acciacchi nella vita» e «di essere meno sfigato» e, battuta dopo battuta, ti fa «scompisciare» dalle risate con quella sua voce rauca e la parlata alla fiorentina genuina, intercalata da quel «vero» che infarcisce ogni poco le sue frasi.
Fin qui il ritratto «radiofonico» del Masti. Le cose cambiano, invece, se lo incontri di persona, magari fra una diretta e l’altra in pausa spuntino. Allora rimani colpito soprattutto dalla riservatezza di quel ragazzone alto alto, magro magro, segni particolari – e inaspettati – «supertimido», come si definisce lui.
Una vita nella radio quella di Alessandro Masti, classe 1959, nativo del Galluzzo, nei pressi di Firenze, considerato uno dei personaggi di punta della modulazione di frequenza.
Dieci anni a Radio Time, quindi il passaggio a Lady Radio – a quei tempi la numero uno a Firenze – che nel frattempo aveva scelto come nuovo direttore artistico Carlo Conti.
«Carlo mi chiamò – ricorda Masti – e con Lady Radio ho avuto l’opportunità di emergere e di farmi conoscere anche perché in questo periodo cominciai a fare le serate e a incontrare la gente dal vivo. A Lady Radio sono rimasto dal ’91 al 2000, poi il nuovo direttore succeduto a Carlo scelse per l’emittente una formula diversa che non prevedeva la mia presenza».
Poi il grande salto che nell’ottobre 2000 lo porta a Rtl 102.5, tuttora fra le radio più ascoltate in Italia. «Fu sempre Carlo Conti, che per Rtl aveva presentato delle serate in piazza Duomo a Milano, a presentarmi ai capi. Fu subito feeling. All’inizio facevo solo un programma secondario durante il fine settimana poi però mi affidarono uno dei programmi di punta dalle 13 alle 15: “Attenti a noi due”, dove riproposi con successo il personaggio dello sfigato. Fu un’esperienza bellissima ma dopo due anni e mezzo di spola quotidiana Firenze-Roma non ce la facevo più. Del resto a Firenze c’era mia moglie e non volevo lasciare la mia città».


Alessandro Masti, quaranta anni di radio
Il popolare conduttore si racconta: dalle dediche agli scherzi in diretta
LA NAZIONE FIRENZE – 13 LUGLIO 2019
«Non demordo dal tentativo di rendere più piacevole il risveglio dei toscani con rubriche, scherzi telefonici e situazioni comunque devastanti». Parola di Alessandro Masti, speaker di lungo corso, attualmente colonna portante di Radio Toscana che oggi celebra i suoi primi quarant’anni da speaker radiofonico.
Ricorda cosa successe il 13 luglio 1979? «Benissimo: feci il mio primo e unico provino per Radio Libera Firenze. All’ultimo minuto mi dissero di condurre un’ora di dediche telefoniche, così mangiai un panino al volo che mi rimase sullo stomaco per tutta la diretta».
Come nasce la sua passione per la radio? «A dieci anni ascoltavo la rubrica radiofonica ‘Hit Parade’ di Lelio Luttazzi e appena finiva andavo in camera mia e facevo finta di condurre quel programma. E mia nonna mi prendeva per grullo».
In quarant’anni come sono cambiate le radio? «Da un mezzo artigianale sono diventate strumenti sofisticati e tecnologici ma hanno perso umanità, comunicazione, rispetto a quando il pubblico era vero protagonista».
Lei, però, è rimasto legato al vecchio modo di fare radio? «Assolutamente sì. Da un lato è forse un limite ma al tempo stesso è un punto di forza che permette di creare un forte legame con gli ascoltatori e con la realtà locale. Noi siamo Radio Toscana quindi il nostro filo conduttore è la toscanità».
La sua mia trasmissione, ‘Mastisciò’ è nota per gli scherzi in rigorosa diretta… «Sì ma non faccio solo quelli. Ci sono anche rubriche, sondaggi assurdi, storie curiose, si parla di Fiorentina».
Lo scherzo più famoso? «Quello a Bettino Craxi, esule ad Hammamet. Lavoravo a Rtl, mi finsi un corriere che doveva consegnare il toner per il fax, la telefonata si trasformò poi in un lungo racconto della sua verità su Tangentopoli».
Lo scherzo che ancora non ha fatto? «All’amico Carlo Conti, ma mi ‘sgamerebbe’ subito».